Marziano illustra i piani d’investimento e di espansione di Cantieri di Imperia nel refit
Alessio Marziano e Marco Tissone alzano il velo sugli investimenti e sull’evoluzione del cantiere tra ampliamento, refitting di superyacht e nuova vasca per catamarani fino a 30 metri

Cantieri di Imperia nasce nel 1982 grazie a Giorgio e Alessio Marziano, padre e figlio professionisti nella consulenza aziendale accomunati da una grande passione per la vela. Il cantiere, specializzato nel refitting di superyacht con due basi a Imperia e a Ventimiglia, sta vivendo una fase di espansione.
A SUPER YACHT 24 parla delle prossime sfide aziendali il presidente Alessio Marziano, vertice anche della sezione Nautica di Confindustria Imperia, con Marco Tissone, direttore del cantiere.
Dottor Marziano, come si è evoluto nel tempo Cantieri di Imperia e quali sono le peculiarità della vostra struttura organizzativa?
Alessio Marziano: “La nascita del cantiere è stata effettivamente un’evoluzione naturale della nostra passione per la vela. Pur mantenendo le nostre attività di consulenza, abbiamo deciso di investire in un settore che ci affascinava e che presentava un potenziale di crescita significativo. La nostra struttura organizzativa è oggi un mix di competenze: io e mio padre ci occupiamo della gestione amministrativa, strategica e finanziaria, mentre l’architetto Carlo Torre, designer di interni di yacht di lusso, apporta il suo expertise tecnico. La gestione operativa è affidata a due direttori competenti, supportati da un team di project manager, capi piazzale e operai specializzati. Con questo assetto coniughiamo la visione imprenditoriale con una competenza tecnica avanzata per offrire un servizio di refitting completo, che prevede anche modifiche strutturali complesse e redesign di alta qualità.”
Cantieri di Imperia si sta espandendo con un investimento di 5 milioni di euro. Quali gli obiettivi di questo ampliamento e come si posiziona il cantiere nel mercato?
A.M.: “L’ampliamento è una risposta strategica alla crescente domanda di spazi e capacità di alaggio per superyacht di dimensioni maggiori. Attualmente lavoriamo su superyacht fino a 40-42 metri, entro le 240 tonnellate su un piazzale di 8.000 metri quadrati più i capannoni, ma il mercato del refitting è in continua evoluzione e noi vogliamo essere pronti a soddisfare le esigenze di una clientela sempre più esigente. Il nostro obiettivo è posizionarci nel segmento dei 500 gross tonnage, per questo amplieremo la vasca fino a 13 metri e il piazzale di 6.000 metri quadrati. Con un travel lift da 450 tonnellate potremo accogliere imbarcazioni fino a 55 metri, consolidando la nostra presenza in un mercato chiave come quello del ponente ligure e della Costa Azzurra, dove si concentra un’alta densità di questo tipo di unità da diporto. Inoltre, l’ampliamento della vasca ci consentirà di offrire servizi specializzati anche per catamarani fino a 30 metri, un segmento in forte crescita per il quale vogliamo essere pronti a operare.”
Avete una sede operativa anche a Ventimiglia: quali le peculiarità di questa struttura e come si differenzia rispetto alla sede principale di Imperia?
A.M.: “La sede di Ventimiglia è un cantiere più piccolo, con una superficie di 2.500-2.600 metri quadrati, situato all’interno del porto di Monaco. Per la sua posizione strategica, a pochi chilometri dalla Costa Azzurra, è un punto di riferimento per le imbarcazioni che navigano in quella zona ed è nato per noi come vetrina del nostro lavoro, ma in realtà si è poi trasformato in un vero cantiere molto strutturato e molto operativo. Date le sue dimensioni limitate, interveniamo principalmente su lavori di refitting rapidi su imbarcazioni fino a 34-35 metri. La rotazione delle imbarcazioni è fondamentale per ottimizzare l’utilizzo degli spazi. In quell’area non possiamo prevedere sviluppi, sia per la conformazione del porto che per i vincoli imposti dalla società proprietaria. La sede di Ventimiglia resta quindi un’ottima vetrina del nostro lavoro che ci rende molto soddisfatti dei risultati che ottiene.”
Direttore Tissone dal lato operativo quali sono i refit più interessanti svolti negli ultimi tempi dal cantiere?
Marco Tissone: “Sicuramente un refitting completo di un’imbarcazione a vela classica di 32 metri di Sangermani, la ‘Solitaire of Surama’, sulla quale è stata eseguita una lavorazione estremamente importante che ha toccato tutte le parti dell’imbarcazione: verniciatura, rifacimento della sala macchine, rinforzi della coperta, rifacimento del teak e rigging. Il progetto, eseguito da un architetto, ha ridisegnato gli interni e il layout della coperta dell’imbarcazione, mantenendo però lo spirito della barca classica dell’epoca, cambiando leggermente la disposizione di alcuni elementi sia all’interno che all’esterno per ottenere soprattutto più luce e più spazio. Abbiamo impiegato tecnologie all’avanguardia: vetri multistrato con filtro Uv e un sistema di insonorizzazione della sala macchine di uno studio svizzero, così efficace da rendere impercettibile il rumore del motore. Questo complesso refit, che ha migliorato notevolmente il comfort a bordo, ha rappresentato un perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.
Un altro refit interessante riguarda un’Arcadia di un giovane armatore, che è stato completato in due anni e mezzo. Abbiamo iniziato con l’insonorizzazione delle parti della struttura meno visibili, utilizzando materiali di ultima generazione che hanno dato risultati ottimali, e poi ci siamo concentrati sull’estetica con un lavoro enorme per massimizzare il comfort degli ospiti e trasformare lo yacht in una ‘villa sul mare’. Per soddisfare gli elevati standard di sicurezza e comfort dell’armatore, appassionato di tecnologia, abbiamo selezionato insieme le innovazioni al Mets di Amsterdam. È stato poi molto gratificante testare insieme queste soluzioni durante una crociera in Corsica.”
Considerato l’ampliamento previsto a Imperia, come affrontate la difficoltà a trovare manodopera qualificata per il refit?
Alessio Marziano: “Trovare personale qualificato nel refit nel ponente ligure è sempre stata una sfida importante. La ragione credo sia legata a una nostra minore tradizione nautica rispetto ad altre zone della Liguria, come Genova o La Spezia, dove invece la nautica ha sempre rappresentato una parte importante dell’economia; da noi si è invece sviluppata solo la nautica minore e di conseguenza la cantieristica è di piccolo cabotaggio, e non si è creato l’indotto di “terzisti”, cioè gli artigiani e le imprese che si occupano di lavori specifici: idraulici, pittori, falegnami, saldatori e così via. Figure essenziali per i cantieri nautici.
Questa carenza si riflette anche nella percezione delle opportunità di carriera nel settore nautico da parte degli studenti locali, che spesso non lo considerano una vera opportunità. Non si riesce a trasferire l’idea della grande potenzialità della nautica, che riguarda non solo il lavoro degli equipaggi, ma anche la manutenzione con la cantieristica, la fornitura e così via.
Come Cantieri di Imperia abbiamo cercato di fare la nostra parte, collaborando con enti e istituzioni per avviare corsi di formazione. Grazie ad alcuni bandi della Regione Liguria, gestiti dal centro di formazione della Scuola Edile imperiese, sono stati finanziati corsi teorico pratici della durata di 800 ore per una formazione polivalente che copriva diverse aree del refit e, grazie anche al coinvolgimento attivo delle aziende del settore nautico che hanno fornito tecnici esperti per la docenza, è stata garantita una qualità elevata di formazione ad un numero predeterminato di persone, che, al termine dei corsi, sono state assunte da noi e da altre aziende partecipanti.”
Il coinvolgimento ha riguardato anche l’Istituto Nautico di Imperia?
A.M.: “L’Istituto Nautico di Imperia è uno dei più quotati in Italia, ma chi esce da lì viene perlopiù assorbito dal mercato delle crociere o da quello mercantile. Lo vediamo anche sugli yacht dei nostri clienti: di tutte le nostre barche, circa una novantina, abbiamo un solo comandante italiano e quasi la totalità dei membri degli equipaggi è straniera.”
Riuscite a facilitare la permanenza di questi equipaggi stranieri durante il periodo del refit?
A.M. :”Come Cantieri di Imperia cerchiamo di facilitare la permanenza degli equipaggi durante i periodi di refit, che vanno da ottobre a maggio, attraverso convenzioni con le strutture ricettive locali per permettere loro di accedere alle migliori strutture a prezzi convenienti. Nello stesso tempo la loro presenza sostiene l’economia locale creando una sinergia vantaggiosa tra nautica e territorio.”
Come presidente della sezione nautica di Confindustria Imperia, quali iniziative ritiene di portare avanti in questo ambito?
A.M.: “Siamo consapevoli che la formazione deve essere un impegno continuo e strategico. Per questo, come sezione nautica di Confindustria Imperia, stiamo lavorando e abbiamo la volontà di portare avanti progetti ancora più strutturati.”
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